Abstracts

Scopri tutti gli speech dell’agenda di ITDevCon 2026 – 19/20 Novembre – Roma

Ray Konopka

Raize Software

Mastering the New FMX Style Designer

Con il rilascio di RAD Studio 13.1, Embarcadero ha introdotto l’FMX Style Designer: un nuovo strumento che affronta la progettazione degli stili FMX in modo fondamentalmente diverso rispetto al FireMonkey Style Designer (l’editor TStyleBook) e al Bitmap Style Designer esterno. In questa sessione, Ray illustrerà tutto ciò che c’è da sapere su questo potente e nuovo strumento per creare stili FMX personalizzati per le tue applicazioni. Tra gli argomenti trattati ci saranno un’analisi approfondita dell’interfaccia utente dello strumento e la comprensione dei meccanismi di creazione degli stili, ma, cosa ancora più importante, la sessione affronterà la filosofia alla base dell’FMX Style Designer e come utilizzarlo in modo efficace.

Mastering the FMX ListView

Le liste costituiscono la base di molte applicazioni, in particolare di quelle mobili. Il framework FMX offre un controllo TListView estremamente potente e flessibile. Questa sessione tratterà tutto ciò che c’è da sapere per sfruttare al meglio questo versatile controllo: dall’utilizzo delle numerose funzionalità integrate alla progettazione di layout completamente personalizzati. La presentazione è ricca di diversi esempi reali che dimostrano un’ampia varietà di funzionalità.

Mastering Dark VCL Styles

Gli stili e i temi scuri stanno diventando molto diffusi. Windows e macOS supportano gli stili scuri a livello di sistema e Delphi include stili VCL scuri da diverso tempo. Tuttavia, se hai mai provato a utilizzare uno degli stili scuri integrati nella tua applicazione, potresti aver notato che l’interfaccia non ha un aspetto del tutto corretto. Potresti non riuscire a individuare il motivo esatto, ma lo stile scuro non ha lo stesso impatto di quello chiaro. In questa sessione ti mostrerò perché e, soprattutto, come porvi rimedio.

Chaos Engineering in Delphi: sorridere a Murphy

Cosa succede alle tue applicazioni e servizi quando la rete fa le bizze, il database rallenta o le risorse di sistema si saturano? Porsi questa domanda quando il disastro si sta verificando in produzione alle tre di notte non è davvero una opzione consigliabile.

«Bacia il mio scintillante fondoschiena metallico!» (cit.) ovvero come farsi obbedire da un robot con Delphi

Prima che il tuo robot da combattimento possa scendere nell’arena, qualcuno deve insegnargli ad ascoltare. Ogni comando – avanti, indietro, destra o sinistra – nasce come una manciata di byte che dall’applicazione Delphi arriva al robot tramite un canale esclusivamente wireless.

In questa sessione vediamo cosa significa “collegarsi” al robot e come instaurare un protocollo di comando semplice, leggibile e soprattutto affidabile. Il protagonista sarà un robot commerciale, pronto all’uso, che collegheremo dal vivo a un’applicazione Delphi.

È una sessione introduttiva e propedeutica, che pone le fondamenta hardware e software su cui si innesta il talk successivo (In The Arena), dove si passa dai concetti al pilotaggio attivo, che culmina con la “robot war” vera e propria.

Sarà l’occasione per esplorare un contesto ricco di sfaccettature, dove il confine tra gioco, automazione industriale e IoT diventa davvero sottile.

Pronti a scendere nell’arena?

Omar Bossoni

BCI Solutions Srls

Delphi & GPU Compute: Calcolo ad Alte Prestazioni con Direct3D 11 e Metal

In questa sessione vedremo come integrare in Delphi le librerie native per il calcolo su GPU, concentrandoci su Direct3D 11 Compute Shader su Windows e Metal Compute su macOS. L’obiettivo è comprendere quali API entrano in gioco, quali unit o binding sono disponibili in Delphi, come verificare il supporto della piattaforma e come separare correttamente interfaccia utente, logica applicativa e backend di calcolo.
Partendo da casi d’uso concreti, come simulazioni Monte Carlo, analytics e forecast, costruiremo un piccolo benchmark CPU vs GPU per misurare benefici e limiti reali.
La sessione è pensata per sviluppatori Delphi che vogliono valutare opportunità, complessità e portabilità del GPU computing con tecnologie native, senza promettere scorciatoie, ma mostrando un percorso pratico, verificabile ed estendibile nei progetti reali Delphi.

Maurizio Del Magno

Levante Software

“13+12=15” - Conflitti di sincronizzazione impossibili by design

Più copie dello stesso dato vengono modificate offline. Prima o poi devono convergere verso un unico valore.
Chi vince? Scelgo chi ha salvato per ultimo? Chiedo all’utente? I “Conflict-free Replicated Data Types” (CRDT) affrontano il
problema in modo completamente diverso: progettano il dato in modo che i conflitti semplicemente non possano verificarsi.
Applicabili su gestionali (giacenze da palmari, fidelity multicassa, agenti sul territorio) e nell’industria (contapezzi, sinottici
alimentati da stazioni di linea, scarti, MES edge), presenti in Redis Enterprise e Cosmos DB, sopportano carichi pesanti (bet365, League of Legends) e scenari mission-critical offline (operazioni di volo Delta Air Lines).
Esempi funzionanti in Delphi.

Sileide Campos

Embarcadero MVP

In the Arena: Combat Strategies and Tuning in Delphi

Ora che il robot sa come ascoltare, è tempo di insegnargli come vincere. Nella seconda parte entriamo direttamente nel cuore dell’arena, dove la teoria lascia il posto all’ingegneria di precisione e ogni singolo millisecondo fa la differenza tra la gloria e l’eliminazione.

Inviare semplicemente un comando non basta: occorre comprendere cosa accade all’interno e all’esterno della macchina. Ci immergeremo nell’interazione con l’hardware di bordo. Dal microcontrollore ESP32 e la gestione dei driver dei motori fino alle soglie di corrente del ponte ad H, estrarremo la massima reattività fisica dal robot. Implementeremo thread asincroni, passeremo al controllo continuo e programmeremo curve di accelerazione dinamiche direttamente da Delphi. In questo modo potremo alternare esplosivi scatti di velocità a manovre difensive con precisione millimetrica.

I robot saranno finalmente pronti per un grande combattimento. Chi eseguirà i test migliori, sceglierà un piano intelligente e manterrà il controllo più rapido porterà a casa il premio.
Sei pronto a mostrare le tue abilità e a vincere la sfida finale?

Un assistente AI dentro le tue applicazioni Delphi, VCL e FMX

Quante applicazioni Delphi hanno ancora un help che nessuno apre — o non ce l’hanno affatto? HelpChat è un componente open source (Apache 2.0) che trasforma quel tasto F1 in un assistente conversazionale: l’utente chiede “come configuro l’invio dei report via e-mail?” e riceve una risposta costruita sul manuale della sua applicazione, con il link alla pagina giusta.
Vedremo:
– Il componente all’opera in un’applicazione demo VCL e in una FMX e la sua architettura: il motore è RTL puro, una chat HTML+HTMX dentro una form WebView2 o TWebBrowser in modo asincrono.
– Come generare l’indice della documentazione produce risposte grounded, che citano il manuale invece di inventarlo;
– Come il componente si integra nel contesto (la schermata) in cui ti trovi ed è in grado di interagire con essa.
Alla fine imparerai a:
– aggiungere un assistente contestuale a un’applicazione in grado di interagire con essa
– come far rispondere un modello di IA sulla tua documentazione
– quando conviene usare la WebView come layer di UI in Delphi
– pattern pratici per chiamare servizi di IA da Delphi senza bloccare la UI
E potrai usare questo pattern per fornire anche altri servizi di IA integrati nella tua applicazione.

Marco Geuze

GDK Software

The IDE has left the chat. Delphi hasn't.

Non apro più l’IDE. E molti dei 25 sviluppatori di GDK fanno lo stesso. Continuiamo a scrivere codice, ma utilizzando Claude Code, un terminale e il compilatore.

L’IDE era il punto di forza esclusivo quando Delphi venne lanciato. Delphi combinava il designer, la connettività ai database e un compilatore nativo in un unico pacchetto, con un ciclo di modifica, compilazione, esecuzione e debug che velocizzava notevolmente il processo di sviluppo. Ciò che rendeva unico Delphi era proprio quel ciclo, non l’IDE da solo.

Oggi, l’IA rende possibile eseguire questo ciclo centinaia di volte all’ora. In questo intervento mostrerò esempi di applicazioni e librerie complesse che abbiamo realizzato in questo modo.

C’è un unico punto debole in questa storia: la conoscenza che i modelli di IA hanno di Delphi. Con le giuste librerie e il contesto adeguato, il problema si può risolvere. Durante lo speech lanceremo Context4D, un catalogo open-source che indica alla tua IA quali librerie Delphi esistono e come usarle, insieme alle librerie open-source che abbiamo creato per questo scopo, come Markdown4D, OfficeXML4D e Delphi MCP Server.

Al termine della sessione saprai come far costruire e testare codice Delphi a un’IA all’esterno dell’IDE, e avrai a disposizione gli strumenti per farlo tu stesso.

L'identità digitale entra in Delphi: IAMClient4D 2.5

Far entrare gli utenti con SPID, CIE o l’account aziendale Microsoft. Proteggere le API senza lasciare porte socchiuse. Reggere quando l’identity provider va giù. La versione 2.5 di IAMClient4D porta tutto questo nelle applicazioni Delphi, desktop e server, sopra OAuth2/OpenID Connect e Keycloak. In questa sessione vediamo le novità più importanti con codice e demo dal vivo.

Identità federata, senza fatica. Basta indicare il provider e il login salta la pagina di Keycloak: l’utente arriva dritto su SPID e CIE (SAML) o su Entra ID (OpenID Connect con PKCE), con Keycloak a fare da broker. Identity provider e mapper si gestiscono da codice via Admin REST API, con builder che producono configurazioni già conformi al profilo SAML AgID.

DMVCFramework 3.5, a pieno titolo. Un filtro JWT protegge un intero gruppo di rotte Minimal API con una riga. Middleware e filtro condividono lo stesso autenticatore: una sola validazione per richiesta, un’unica cache JWKS. I documenti OpenAPI 3 ricevono lo schema bearer e Swagger UI sa già come autenticarsi.

Crittografia moderna. Accanto a LockBox3 e TMS arriva un provider OpenSSL 3.x/4.x basato su TaurusTLS: firme JWT ES256/384/512, token salvati con AES-256-GCM e una cache delle chiavi pubbliche che porta una verifica PS256 da 182 a 21 µs.

Un asincrono che non tradisce. Async.Core è stato rivisto a fondo: l’annullamento si propaga lungo catene e combinazioni di operazioni, e un timeout è un errore distinto da un annullamento. Attese, timeout e retry con backoff esponenziale e jitter girano su un timer condiviso, senza occupare thread del pool. Una nuova modalità di dispatch porta i callback su servizi, console e server senza main thread, e ogni richiesta HTTP ha una scadenza complessiva.

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